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il carattere distruttivo

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

BABEL-2_destr-char5Nel guardare indietro nella propria vita, potrebbe capitare di riconoscere che quasi tutti i legami più profondi, a cui in essa si è sottostati, hanno avuto origine da persone, sul cui carattere distruttivo erano tutti d’accordo. Un giorno si potrebbe incappare, forse per caso, in quanto fatto e quanto più forte sarà lo choc da cui si sarà colpiti, tanto più grandi saranno le chances per una rappresentazione del carattere distruttivo. Il carattere distruttivo conosce solo una parole d’ordine: creare spazio; una sola attività: far pulizia. Il suo bisogno di aria fresca e di uno spazio libero è più forte di ogni odio. Il carattere distruttivo è giovane e sereno. Distruggere infatti ringiovanisce, perché toglie di mezzo le tracce della nostra età; rasserena, perché ogni eliminare, per il distruttore, significa una perfetta riduzione, anzi un’estrazione della radice della propria condizione. A tale immagine apollinea del distruttore ci conduce ancora di più la considerazione di come si semplifichi infinitamente il mondo, se si appura che merita di essere distrutto. BABEL-2_destr-char4Questo è il grande vincolo che stringe armoniosamente tutto l’esistente. Questa è una visione che procura al carattere distruttivo uno spettacolo della più profonda armonia. Il carattere distruttivo quando lavora è sempre fresco e riposato. E’ la natura a prescrivergli il tempo, almeno indirettamente: poiché egli la deve prevenire. Altrimenti intraprenderà lei stessa la distruzione. Il carattere distruttivo non ha alcun modello. Ha pochi bisogni, e nulla gli importa meno che: sapere cosa subentra al posto di ciò che è stato distrutto. In un primo momento, almeno per un attimo, lo spazio vuoto, il luogo dove stava la cosa, dove la vittima ha vissuto. Si troverà certamente qualcuno che lo usa, senza prendere possesso. Il carattere distruttivo è un segnale. Come un disegno trigonometrico è esposto da tutti i lati al vento, egli è esposto da tutti i lati al pettegolezzo. Proteggerlo da ciò è privo di senso.Al carattere distruttivo non importa affatto essere compreso. Sforzarsi in questa direzione lo ritiene superficiale. L’essere frainteso non lo può danneggiare. Al contrario tutto questo lo provoca, come lo provocano gli oracoli, queste distruttive istituzioni statali. Il più piccolo-borghese dei fenomeni, il pettegolezzo, ha luogo solo perchè la gente non vuole essere fraintesa. Il carattere distruttivo si lascia fraintendere; così non incoraggia il pettegolezzo. BABEL-2_destr-char1Il carattere distruttivo è nemico dell’uomo-astuccio. L’uomo-astucccio cerca la propria comodità e di questa l’astuccio ne è la quintessenza. L’interno dell’astuccio è la traccia, rivestita di velluto, che lui ha impresso nel mondo. Il carattere distruttivo cancella perfino le tracce della distruzione. Il carattere distruttivo sta nel fronte dei tradizionalisti. Mentre alcuni tramandano le cose rendendole intangibili e conservandole, altri tramandano le situazioni rendendole maneggevoli e liquidandole. Questi vengono chiamati i distruttivi. Il carattere distruttivo ha la coscienza dell’uomo storico, il cui sentimento fondamentale è un’insormontabile diffidenza nel corso delle cose, nonché la prontezza con la quale prende nota del fatto che tutto può andare storto. Perciò il carattere distruttivo è la fiducia stessa.

BABEL-2_destr-char2Il carattere distruttivo non vede niente di durevole. Ma proprio per questo vede dappertutto delle vie. Ma poichè vede dappertutto una via, deve anche dappertutto sgombrare la strada. Non sempre con cruda violenza, talvolta anche con violenza raffinata. Poiché dappertutto vede vie, egli stesso sta sempre ad un incrocio. Nessun attimo può sapere ciò che il prossimo reca con sé. L’esistente lui lo manda in rovina non per amore delle rovine, ma per la via che vi passa attraverso. Il carattere distruttivo non vive per il sentimento che la vita merita d’essere vissuta, ma perché non vale la pena di suicidarsi.

Walter Benjamin

Originariamente pubblicato in Frankfurter Zeitung, 20 Novembre 1931.

Pubblicato in versione manga, formato 340×480 mm, nel giugno 2013 in “ORDA”, poster-magazine edito dalla Fortepressa. Sarà disponibile nel corso della serata.Babel2-orda_magazine-detailOppure downloadabile gratuitamente qui

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la distruzione – programma

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo ladistruzione_web_b_540

dalle ore 17.00 tavola rotonda

intervengono [GUARESCHI] [RAHOLA] [CAPPUCCINI] [NUR] [FE] [TARÌ] partecipano [FORTE PRENESTINO] [IOVINO] [BINDI] [DUKA] [FUCINE ’62] [PROGETTO DEGAGE!] [ORIZZONTALE]

a seguire aperitivo demolito

Il potere sarà costituente o decostituente? Chiedetelo a Batman! proiezione video dalle 18.00 alle 23.00:

exarchia-bcnf_ Exarchia – Monia Cappuccini – “In Europa c’è una piazza. Non quella dei mercati finanziari e dello spread ma la piazza delle relazioni sociali e delle pratiche urbane, dei processi di partecipazione e del conflitto politico: la piazza perduta – e per questo così spesso invocata – capace di dare ancora forma allo spazio urbano in nome e per conto del diritto alla città”.

decolonizing_ Decolonizing the mind – Alessandro Petti – architetto e ricercatore in Bethlehem. Directore del DAAR in Palestina, attraverso il suo lavoro cooperativo e partecipato in questo talk per TEDxRamallah dichiara la decolonizzazione come pratica politica del presente e la necessità di pianificare il riuso piuttosto che la distruzione delle installazioni militari israeliane in Palestina, e illustra la produzione di vero e proprio manuale architettonico per la decolonizzazione.

prezzo-prezzemolo_ Il prezzo del prezzemolo – Manolo Luppichini e Vittorio Arrigoni – con i contadini palestinesi, per la raccolta del prezzemolo. A 300 metri dal confine israeliano.

smarra_web_ Smarra- Palinopsia – Stefano Rotamasada Galanti – video-groviglio nichilista liberamente ispirato al racconto “Smarra o i demoni della notte” di Charles Nodier.

dark-knight_ Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno – Christopher Nolan – “Criticare il film, sostenendo che la sua descrizione di Occupy Wall street è una caricatura ridicola, non è sufficiente. La critica deve individuare all’interno del film una pluralità di segnali che rimandano a quello che succede realmente. Ricordate, per esempio, che Bane non è semplicemente un terrorista assetato di sangue ma una persona capace di amore profondo, dotata di spirito di sacrificio. Insomma, l’ideologia pura non è possibile. L’autenticità di Bane deve lasciare delle tracce nel tessuto del film. Ed è per questo che Il cavaliere oscuro – Il ritorno merita una lettura attenta. Il fatto – la Repubblica Popolare di Gotham City, una dittatura del proletariato a Manhattan – è immanente al film. È il suo centro assente”. Slavoj Žižek

la distruzione – ospiti

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

– Max Guareschi curatore di Palestina anno zero; Israele come paradigma; autore di Chi decide? critica della ragione eccezionalista. Docente di Politiche globali all’Università di Genova, attivista lavora con Agenzia X, prima con la Shake e Cox18; collabora al volume edito da Mimesis collana Millepiani: Walter Banjamin, Il carattere distruttivo – l’orrore del quotidiano. Common Battle Ground

Federico Rahola ricercatore in Sociologia dei processi culturali all’Università di Genova. Tra le sue pubblicazioni: In mezzo alle diaspore (“Aut-Aut” 2000): Beyond the Mask. Person as an Artifice (2001); Zone definitivamente temporanee. I luoghi dell’umanità in eccesso (2005); Chi decide? critica della ragione eccezionalista. È membro delle redazioni di “Etnografia e ricerca qualitativa” e “Conflitti globali”. Common Battle Ground

Monia Cappuccini antropologa sta concludendo un Dottorato di Ricerca di Antropologia Urbana con una tesi relativa all’analisi dello spazio e dei mvimenti sociali ad Atene. E’ redattrice di Liberazione e Gli Altri e collabora con l’Espresso. Paper: Spazio urbano e movimenti sociali contro il neoliberismo: la piazza diExarchia, Atene

Nadia Nur ricercatrice in sociologia urbana ha pubblicato: revolutionary agorà: space of protest in the arab revolutions; Tahrir: scendere in piazza, occupare la libertà. Come ricercatrice ha trascorso circa un anno ad Istanbul durante le lotte per Gezi park. Paper: Tahrir: scendere in piazza, occupare la libertà, Istanbul, Taksim: il sotto-testo della resistenza urbana

Lorenzo Fe autore di In ogni strada – voci di rivoluzione dal Cairo

Marcello Tarì è un ricercatore i cui interessi si rivolgono principalmente alla comprensione dei movimenti contemporanei antagonisti. Ha pubblicato Movimenti dell’ingovernabile. Dai controvertici alle lotte metropolitane; Il ghiaccio era sottile – per una storia dell’autonomia

Partecipano inoltre:

Forte Prenestino c.s.o.a.

SCIATTO produzie / Francesca Iovino/ Valerio Bindi

Francesca Iovino architetto e ricercatore indipendente, concentra il suo lavoro con il gruppo SCIATTO produzie nell’indagine sui processi di trasformazione metropolitana. particolarmente lungo interventi spontanei dello spazio costruito, per attivare una pratica dell’architettura che sia consapevole, politica e relativa a chi abita. Paper: Francesca Iovino

Valerio Bindi architetto, illustratore, animatore ed autore di fumetti, è nel gruppo SCIATTO produzie. Al Forte Prenestino di Roma lavora nell’organizzare i festival Crack! e BaBeL2 e le edizioni Fortepressa. Ha scritto e inventato fanzine, libri, racconti, articoli critici, saggi e tenuto corsi in diverse strutture formative.

Duka bardo della contro-cultura romana. Visionario dell’arte affabulatoria, memorialista dei bassifondi. Il Duka, si fa chiamare come David Bowie, ma è nato e vive nel quartiere di San Basilio a Roma. Detesta lavorare e ama la bella vita. Ha pubblicato I hate music, Roma k.o. e Rumble bee e Il tacco del Duka.

Fucine ’62 spazio di condivisione e di lotta, una forma di resistenza situata nel Pigneto

Progetto Degage! studenti universitari e precari impegnati nello studio e nella vita con tutte le difficoltà che la attuale situazione occupazionale ed economica comporta, che hanno intrapreso un percorso di riappropriazione, il laboratorio degage! , che ci ha portato a fare numerose azioni finora ma che è in continua crescita, maturazione ed allargamento.

Orizzontale è un collettivo di architetti. Lavora sull’intercettazione di luoghi, idee ed oggetti espulsi dal ciclo (ri)produttivo della metropoli, attivando processi collaborativi tramite interventi semi-temporanei ed architetture minime, “atti pubblici” durante i quali i residui materiali e immateriali si restituiscono mutualmente senso.

la distruzione – le domande – talk

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

5 domande circa il testo di Walter Benjamin “Il carattere distruttivo”, ripubblicato nella rivista Orda dalle edizioni FORTEPRESSA, per raccontare quali siano le strategie che definiscono la distruzione come forma di potere ma anche come tattica di lotta. Secondo Benjamin il carattere distruttivo costituisce la potenza del “fare spazio” come prerogativa assoluta per un riadattamento una riconversione, un ridisegno del territorio costruito. La positività dell’azione di distruzione è relativa proprio alla capacità di “ringiovanimento” e di “sradicamento” di usi, tradizioni, modalità passate del vivere. D’altra parte il fare attraverso il distruggere è strettamente connesso con ogni forma di potere. E’ la guerra — non più come metafora, ma come scenario incombente con i suoi dispositivi già in atto — la rappresentazione più propria della distruzione totale. Con il preciso interesse di colpire lo spazio costruito per rendere effettiva concreta la destabilizzazione, per reprimere ogni forma di rivalsa, per stabilire aree e zone di controllo, per ricostruire la città secondo i nuovi poteri, per impadronirsi con legittimazione di luoghi della cittadinanza. Per ridisegnare il nuovo assetto del territorio.

1_Quali azioni distruttive attraversano il mediterraneo nelle sue zone di crisi?

2_ Quali forme di scenari urbani vengono immaginate? Quali disegni della città vengono imposti?

3_ Nello stato di eccezione permanente l’azione della distruzione quali significati politici e sociali concentra?

4_ Le tattiche di distruzione come forma di vita e di lotta urbana quali risorse producono? Sono capaci di costruire immaginari di “sradicamento dalla propria condizione”?

5_ Come si muove la cittadinanza creativa che trasforma lo spazio come atto di “ringiovanimento” contro il controllo di un ordine sociale?

[img excerpts – Joe Sacco. Gaza 1956, Footnotes in Gaza]