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il carattere distruttivo

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

BABEL-2_destr-char5Nel guardare indietro nella propria vita, potrebbe capitare di riconoscere che quasi tutti i legami più profondi, a cui in essa si è sottostati, hanno avuto origine da persone, sul cui carattere distruttivo erano tutti d’accordo. Un giorno si potrebbe incappare, forse per caso, in quanto fatto e quanto più forte sarà lo choc da cui si sarà colpiti, tanto più grandi saranno le chances per una rappresentazione del carattere distruttivo. Il carattere distruttivo conosce solo una parole d’ordine: creare spazio; una sola attività: far pulizia. Il suo bisogno di aria fresca e di uno spazio libero è più forte di ogni odio. Il carattere distruttivo è giovane e sereno. Distruggere infatti ringiovanisce, perché toglie di mezzo le tracce della nostra età; rasserena, perché ogni eliminare, per il distruttore, significa una perfetta riduzione, anzi un’estrazione della radice della propria condizione. A tale immagine apollinea del distruttore ci conduce ancora di più la considerazione di come si semplifichi infinitamente il mondo, se si appura che merita di essere distrutto. BABEL-2_destr-char4Questo è il grande vincolo che stringe armoniosamente tutto l’esistente. Questa è una visione che procura al carattere distruttivo uno spettacolo della più profonda armonia. Il carattere distruttivo quando lavora è sempre fresco e riposato. E’ la natura a prescrivergli il tempo, almeno indirettamente: poiché egli la deve prevenire. Altrimenti intraprenderà lei stessa la distruzione. Il carattere distruttivo non ha alcun modello. Ha pochi bisogni, e nulla gli importa meno che: sapere cosa subentra al posto di ciò che è stato distrutto. In un primo momento, almeno per un attimo, lo spazio vuoto, il luogo dove stava la cosa, dove la vittima ha vissuto. Si troverà certamente qualcuno che lo usa, senza prendere possesso. Il carattere distruttivo è un segnale. Come un disegno trigonometrico è esposto da tutti i lati al vento, egli è esposto da tutti i lati al pettegolezzo. Proteggerlo da ciò è privo di senso.Al carattere distruttivo non importa affatto essere compreso. Sforzarsi in questa direzione lo ritiene superficiale. L’essere frainteso non lo può danneggiare. Al contrario tutto questo lo provoca, come lo provocano gli oracoli, queste distruttive istituzioni statali. Il più piccolo-borghese dei fenomeni, il pettegolezzo, ha luogo solo perchè la gente non vuole essere fraintesa. Il carattere distruttivo si lascia fraintendere; così non incoraggia il pettegolezzo. BABEL-2_destr-char1Il carattere distruttivo è nemico dell’uomo-astuccio. L’uomo-astucccio cerca la propria comodità e di questa l’astuccio ne è la quintessenza. L’interno dell’astuccio è la traccia, rivestita di velluto, che lui ha impresso nel mondo. Il carattere distruttivo cancella perfino le tracce della distruzione. Il carattere distruttivo sta nel fronte dei tradizionalisti. Mentre alcuni tramandano le cose rendendole intangibili e conservandole, altri tramandano le situazioni rendendole maneggevoli e liquidandole. Questi vengono chiamati i distruttivi. Il carattere distruttivo ha la coscienza dell’uomo storico, il cui sentimento fondamentale è un’insormontabile diffidenza nel corso delle cose, nonché la prontezza con la quale prende nota del fatto che tutto può andare storto. Perciò il carattere distruttivo è la fiducia stessa.

BABEL-2_destr-char2Il carattere distruttivo non vede niente di durevole. Ma proprio per questo vede dappertutto delle vie. Ma poichè vede dappertutto una via, deve anche dappertutto sgombrare la strada. Non sempre con cruda violenza, talvolta anche con violenza raffinata. Poiché dappertutto vede vie, egli stesso sta sempre ad un incrocio. Nessun attimo può sapere ciò che il prossimo reca con sé. L’esistente lui lo manda in rovina non per amore delle rovine, ma per la via che vi passa attraverso. Il carattere distruttivo non vive per il sentimento che la vita merita d’essere vissuta, ma perché non vale la pena di suicidarsi.

Walter Benjamin

Originariamente pubblicato in Frankfurter Zeitung, 20 Novembre 1931.

Pubblicato in versione manga, formato 340×480 mm, nel giugno 2013 in “ORDA”, poster-magazine edito dalla Fortepressa. Sarà disponibile nel corso della serata.Babel2-orda_magazine-detailOppure downloadabile gratuitamente qui

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la distruzione – programma

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo ladistruzione_web_b_540

dalle ore 17.00 tavola rotonda

intervengono [GUARESCHI] [RAHOLA] [CAPPUCCINI] [NUR] [FE] [TARÌ] partecipano [FORTE PRENESTINO] [IOVINO] [BINDI] [DUKA] [FUCINE ’62] [PROGETTO DEGAGE!] [ORIZZONTALE]

a seguire aperitivo demolito

Il potere sarà costituente o decostituente? Chiedetelo a Batman! proiezione video dalle 18.00 alle 23.00:

exarchia-bcnf_ Exarchia – Monia Cappuccini – “In Europa c’è una piazza. Non quella dei mercati finanziari e dello spread ma la piazza delle relazioni sociali e delle pratiche urbane, dei processi di partecipazione e del conflitto politico: la piazza perduta – e per questo così spesso invocata – capace di dare ancora forma allo spazio urbano in nome e per conto del diritto alla città”.

decolonizing_ Decolonizing the mind – Alessandro Petti – architetto e ricercatore in Bethlehem. Directore del DAAR in Palestina, attraverso il suo lavoro cooperativo e partecipato in questo talk per TEDxRamallah dichiara la decolonizzazione come pratica politica del presente e la necessità di pianificare il riuso piuttosto che la distruzione delle installazioni militari israeliane in Palestina, e illustra la produzione di vero e proprio manuale architettonico per la decolonizzazione.

prezzo-prezzemolo_ Il prezzo del prezzemolo – Manolo Luppichini e Vittorio Arrigoni – con i contadini palestinesi, per la raccolta del prezzemolo. A 300 metri dal confine israeliano.

smarra_web_ Smarra- Palinopsia – Stefano Rotamasada Galanti – video-groviglio nichilista liberamente ispirato al racconto “Smarra o i demoni della notte” di Charles Nodier.

dark-knight_ Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno – Christopher Nolan – “Criticare il film, sostenendo che la sua descrizione di Occupy Wall street è una caricatura ridicola, non è sufficiente. La critica deve individuare all’interno del film una pluralità di segnali che rimandano a quello che succede realmente. Ricordate, per esempio, che Bane non è semplicemente un terrorista assetato di sangue ma una persona capace di amore profondo, dotata di spirito di sacrificio. Insomma, l’ideologia pura non è possibile. L’autenticità di Bane deve lasciare delle tracce nel tessuto del film. Ed è per questo che Il cavaliere oscuro – Il ritorno merita una lettura attenta. Il fatto – la Repubblica Popolare di Gotham City, una dittatura del proletariato a Manhattan – è immanente al film. È il suo centro assente”. Slavoj Žižek

la distruzione – ospiti

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

– Max Guareschi curatore di Palestina anno zero; Israele come paradigma; autore di Chi decide? critica della ragione eccezionalista. Docente di Politiche globali all’Università di Genova, attivista lavora con Agenzia X, prima con la Shake e Cox18; collabora al volume edito da Mimesis collana Millepiani: Walter Banjamin, Il carattere distruttivo – l’orrore del quotidiano. Common Battle Ground

Federico Rahola ricercatore in Sociologia dei processi culturali all’Università di Genova. Tra le sue pubblicazioni: In mezzo alle diaspore (“Aut-Aut” 2000): Beyond the Mask. Person as an Artifice (2001); Zone definitivamente temporanee. I luoghi dell’umanità in eccesso (2005); Chi decide? critica della ragione eccezionalista. È membro delle redazioni di “Etnografia e ricerca qualitativa” e “Conflitti globali”. Common Battle Ground

Monia Cappuccini antropologa sta concludendo un Dottorato di Ricerca di Antropologia Urbana con una tesi relativa all’analisi dello spazio e dei mvimenti sociali ad Atene. E’ redattrice di Liberazione e Gli Altri e collabora con l’Espresso. Paper: Spazio urbano e movimenti sociali contro il neoliberismo: la piazza diExarchia, Atene

Nadia Nur ricercatrice in sociologia urbana ha pubblicato: revolutionary agorà: space of protest in the arab revolutions; Tahrir: scendere in piazza, occupare la libertà. Come ricercatrice ha trascorso circa un anno ad Istanbul durante le lotte per Gezi park. Paper: Tahrir: scendere in piazza, occupare la libertà, Istanbul, Taksim: il sotto-testo della resistenza urbana

Lorenzo Fe autore di In ogni strada – voci di rivoluzione dal Cairo

Marcello Tarì è un ricercatore i cui interessi si rivolgono principalmente alla comprensione dei movimenti contemporanei antagonisti. Ha pubblicato Movimenti dell’ingovernabile. Dai controvertici alle lotte metropolitane; Il ghiaccio era sottile – per una storia dell’autonomia

Partecipano inoltre:

Forte Prenestino c.s.o.a.

SCIATTO produzie / Francesca Iovino/ Valerio Bindi

Francesca Iovino architetto e ricercatore indipendente, concentra il suo lavoro con il gruppo SCIATTO produzie nell’indagine sui processi di trasformazione metropolitana. particolarmente lungo interventi spontanei dello spazio costruito, per attivare una pratica dell’architettura che sia consapevole, politica e relativa a chi abita. Paper: Francesca Iovino

Valerio Bindi architetto, illustratore, animatore ed autore di fumetti, è nel gruppo SCIATTO produzie. Al Forte Prenestino di Roma lavora nell’organizzare i festival Crack! e BaBeL2 e le edizioni Fortepressa. Ha scritto e inventato fanzine, libri, racconti, articoli critici, saggi e tenuto corsi in diverse strutture formative.

Duka bardo della contro-cultura romana. Visionario dell’arte affabulatoria, memorialista dei bassifondi. Il Duka, si fa chiamare come David Bowie, ma è nato e vive nel quartiere di San Basilio a Roma. Detesta lavorare e ama la bella vita. Ha pubblicato I hate music, Roma k.o. e Rumble bee e Il tacco del Duka.

Fucine ’62 spazio di condivisione e di lotta, una forma di resistenza situata nel Pigneto

Progetto Degage! studenti universitari e precari impegnati nello studio e nella vita con tutte le difficoltà che la attuale situazione occupazionale ed economica comporta, che hanno intrapreso un percorso di riappropriazione, il laboratorio degage! , che ci ha portato a fare numerose azioni finora ma che è in continua crescita, maturazione ed allargamento.

Orizzontale è un collettivo di architetti. Lavora sull’intercettazione di luoghi, idee ed oggetti espulsi dal ciclo (ri)produttivo della metropoli, attivando processi collaborativi tramite interventi semi-temporanei ed architetture minime, “atti pubblici” durante i quali i residui materiali e immateriali si restituiscono mutualmente senso.

la distruzione – le domande – talk

La Distruzione/SABATO 21 DICEMBRE 2013 h17.00/Forteprenestino

ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin vs le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo

5 domande circa il testo di Walter Benjamin “Il carattere distruttivo”, ripubblicato nella rivista Orda dalle edizioni FORTEPRESSA, per raccontare quali siano le strategie che definiscono la distruzione come forma di potere ma anche come tattica di lotta. Secondo Benjamin il carattere distruttivo costituisce la potenza del “fare spazio” come prerogativa assoluta per un riadattamento una riconversione, un ridisegno del territorio costruito. La positività dell’azione di distruzione è relativa proprio alla capacità di “ringiovanimento” e di “sradicamento” di usi, tradizioni, modalità passate del vivere. D’altra parte il fare attraverso il distruggere è strettamente connesso con ogni forma di potere. E’ la guerra — non più come metafora, ma come scenario incombente con i suoi dispositivi già in atto — la rappresentazione più propria della distruzione totale. Con il preciso interesse di colpire lo spazio costruito per rendere effettiva concreta la destabilizzazione, per reprimere ogni forma di rivalsa, per stabilire aree e zone di controllo, per ricostruire la città secondo i nuovi poteri, per impadronirsi con legittimazione di luoghi della cittadinanza. Per ridisegnare il nuovo assetto del territorio.

1_Quali azioni distruttive attraversano il mediterraneo nelle sue zone di crisi?

2_ Quali forme di scenari urbani vengono immaginate? Quali disegni della città vengono imposti?

3_ Nello stato di eccezione permanente l’azione della distruzione quali significati politici e sociali concentra?

4_ Le tattiche di distruzione come forma di vita e di lotta urbana quali risorse producono? Sono capaci di costruire immaginari di “sradicamento dalla propria condizione”?

5_ Come si muove la cittadinanza creativa che trasforma lo spazio come atto di “ringiovanimento” contro il controllo di un ordine sociale?

[img excerpts – Joe Sacco. Gaza 1956, Footnotes in Gaza]

 

BaBeL2 talk – Questions-BaBeL2 talk – Questions

Questions

Questions

1_Quali processi teorici sottendono le strategie di occupazione di porzioni di territorio?
2_In che modo il diritto alla città viene espresso attraverso tali forme di appropriazione?
3_Le azioni di intrusione di occupazione che tipo di partecipazione alla vita metropolitana inducono?
4-Quanto queste possono essere ritenute espressioni di collettività piuttosto che luoghi di utopia?
5_In che modo queste forme di attivismo e di opposizione consistente possono non solo reclamare il diritto alla città ma renderlo una pratica contro culturale?
6_Le strategie di appropriazione esaudiscono le necessità di partecipazione all’ordinamento dello spazio metropolitano?
7_ Quali altre relazioni sinergiche si possono intraprendere tra la rivendicazione teorica del diritto alla vita urbana e la sua attuazione tramite pratiche di interazione territoriale?

Questions

Questions

1_ What theoretical processes underlies the strategies of territory parcels squatting?
2_ In what way the right to the city is expressed through these forms of appropriation?
3_ What kind of participation induce in the metropolitan life the action of intrusion, of squatting ?
4_ How these actions may be considered expressions of society rather than places of utopia?
5_ In what way these forms of activism and consistency opposition can claim the right to the city and reveal it as a countercultural practice?
6_ Do the strategies of appropriation fulfill the need of participation to the metropolitan space order and planning?
7_ What other synergetic connections can be undertaken with the theoretical claim of the right to urban life and its fulfillment through territorial interaction practices?

BaBeL2 – Workshop-BaBeL2 – Workshop

Metropoliz
Metropoliz

MAP-it / laboratorio di mapping partecipativo a Metropoliz

Thomas Laureyssens del collettivo di MAP-it dopo una prima esperienza di mappa partecipativa nella precedente edizione di BaBeL, guiderà i residenti di Metropoliz a esplorare lo spazio dello squat. Con l’aiuto di Thomas potranno esprimere e visualizzare le proprie riflessioni su una mappa attraverso un kit di icone sticker, superando tutte le difficoltà comunicative di un gruppo eterogeneo. Le riflessioni di questo workshop, come già successo nel primo MAP-it di novembre, verranno elaborate in una mappa riassuntiva che possono servire come linea guida per futuri interventi a Metropoliz

venerdì 18 maggio, ore 11.00 a Metropoliz, via prenestina 911, 913
per partecipare inviare una mail a babel.forteprenestino(at)gmail.com
map-it.be

Metropoliz
Metropoliz

MAP-it / a participatory mapping workshop Metropoliz

Thomas Laureyssens of MAP-it
After a first experience of participatory map in the previous edition of Babel, leads the residents of Metropoliz to explore the space of the squat. With the help of Thomas they can express and view their considerations on a map through a set of icons stickers, overcoming all the difficulties of communication in a heterogeneous group. The reflections of this workshop, as already happened in the first MAP-November it will be compiled into a summary map that can be used as a guideline for future interventions.

The workshop will be in May 18 h11.
map-it.be

BaBeL 2 – Workshop-BaBeL 2 – Workshop

thomas-urban-hacking
Urban hacking

Workshop di Urban Hacking con Thomas Laureyssens/MAP.it

Due giorni di workshop con Thomas Laureyssens/MAP.it. I partecipanti saranno alle prese con Arduino e Waveshield per innescare con semplici installazioni interattivi hacking urbani negli spazi pubblici (bus / tram , panchine…).
Possiamo evocare interessanti interazioni sociali tra le persone nello spazio pubblico con l’aggiunta di interventi interattivi?
Possiamo essere più consapevoli dello spazio pubblico che viviamo?

Il workshop è rivolto a tutti i designer, street artist, architetti, fanatici di bricolage, tecnici, artisti … (che non temono le prestazioni di hacking urbano).
Non è obbligatoria la conoscenza di programmazione Arduino


PROGRAMMA
Dopo una breve introduzione alle tecnologie, i progetti saranno sviluppati in gruppo. L’ultimo giorno si installano e testano i prototipi sul posto.
18.05 (18.00-20.00)_ Introduzione e descrizione della tecnologia
19.5 (11.00-18:00)_ Concetto di sviluppo e costruzione
20.5 (11.00-18:00)_ Costruzione e prove in spazio pubblico

Cosa portare?
_Se volete provare la programmazione Arduino: vi sarà utile un computer portatile e il cavo USB.
_Optional: apparecchiature elettroniche, come saldatore, multimetro, apparecchi di registrazione audio, … ma questo non è un requisito.
_Strumenti della vostra forma preferita di espressione, o che può essere utilizzato per le hack.
Per esempio: gli altoparlanti vecchi, giocattoli che fanno rumore, altri oggetti interessanti da smontare o riutilizzare, spray



per partecipare scrivere a:
babel.forteprenestino(at)gmail.com
toyfoo.com

thomas-urban-hacking
Urban hacking

Urban Hacking workshop con Thomas Laureyssens/MAP.it

In this 2 day workshop with Thomas Laureyssens/MAP.it we use Arduino (http://arduino.cc/) and Waveshield (http://www.ladyada.net/make/waveshield/) to build interactive urban hacks that augment public spaces (bus/tram stops, benches,…) with simple interactions and sounds. Can we evoke interesting social interactions among people in public space by adding interactive interventions? Can the users of public space be made more conscious about the state of the urban space they passively or actively engage in? After an introduction the technology, projects are developed by group collaboration. The last day we install and test the prototypes on location.

Who?
Designers, (street)artists, architects, DIY-fanatics, technologists, performers… who are not afraid of some hands-on building, hacking or urban performance. No prior knowledge of programming Arduino is required, but it’s good to have one or more skills that you can bring to the workshop.

Timing
18/5 18:00-20:00: Introduction and technology overview
19/5 10:30-18:00: Concept development and construction
20/5 10:30-18:00: Construction and testing in public space

What to bring
– If you want to try programming Arduino: a laptop and USB cable.
– Optional: Electronic equipment like soldering iron, multimeter, sound recording equipment,… but this is not a requirement.
– Tools of your favorite form of expression or that can be used for the hacks. For instance: Old speakers, toys that make noise, other interesting objects to take apart or re-use, spraypaint,…



join us and write at:
babel.forteprenestino(at)gmail.com
Thomas Laureyssens
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BaBeL 2 – WorkshopBaBeL 2 – Workshop

Thomas Laureyssens Marking borders
Marking borders

Workshop di Marking Borders con Thomas Laureyssens/MAP.it

I partecipanti sono chiamati a guardare la città in modo creativo, ma critico, un workshop con Thomas Laureyssens/MAP.it in cui si cammina per la città a cercare tutti i tipi di Confine, limiti sociali, estetici, concettuali, architettonici, ma sarà il partecipante a dover decidere quale tipo di confine cercare e identificandoli con nastro e penna ne visualizzerà la natura.



venerdì 18 maggio ore 16.00 al Forte
per partecipare scrivere a:
babel.forteprenestino(at)gmail.com
Thomas Laureyssens
flickr.markingborders

Thomas Laureyssens Marking borders
Marking borders

Marking borders workshop with Thomas Laureyssens/MAP.it

A workshop with Thomas Laureyssens/MAP.it in which you walk around the city and look for all kinds of ‘borders’ which you mark with tape and pen and thereby identifying and visualizing them. Its up to the participant to decide which type of boundaries to look for.These can be social, aesthetic, conceptual, architectural…Participants are challenged to look to the city in a creative but critical way.



appointment H 16.00 at Forteprenestino
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Thomas Laureyssens
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BaBeL2 – ReWorkShow-BaBeL2 – Reworkshow

reworkshow
ReWorkShow

Laboratorio Urbano ReWorkShow

Laboratorio Urbano ReWorkShow è un gruppo composto da studenti di architettura che intende studiare ed intervenire in quei contesti urbani dimenticati e spesso negati ai cittadini; l’obiettivo è di favorirne la riappropriazione attraverso laboratori di progettazione e autocostruzione, mirando ad una riattivazione degli spazi espressa in termini di partecipazione collettiva e comunicata tramite una nuova spettacolarità del luogo. Attraverso la collaborazione con comunità e centri sociali, che agiscono quotidianamente in questi contesti critici, è possibile elaborare risposte alternative a quelle (non) fornite dal circuito ufficiale di gestione del territorio. La metodologia del gruppo è di partire dall’analisi delle caratteristiche specifiche del luogo per poi concretizzare le risposte in un processo condiviso di riconfigurazione e riqualificazione attraverso l’autorecupero e la progettazione sostenibile, intesa sopratutto in termini materici ed economici. La speranza è quella di proporre valide condizioni di vivibilità e condivisione dell’ambiente urbano e al contempo sensibilizzare la collettività ad un uso consapevole e partecipato dei luoghi in cui vive e si relaziona. Laboratorio Urbano Reworkshow è composto da: Cora Fontana, Marco Didonato, Giulia Mangiafesta, Luigi Murgante, Giulia Poma Murialdo, Andrea Rondoni, Alberto Saccà, Gabriele Salvia
<a href="http://Laboratorio Urbano ReWorkShow è un gruppo composto da studenti di architettura che intendono studiare ed intervenire in quei contesti urbani dimenticati e spesso negati ai cittadini; l’obiettivo è di favorirne la riappropriazione attraverso laboratori di progettazione e autocostruzione, mirando ad una riattivazione degli spazi espressa in termini di partecipazione collettiva e comunicata tramite una nuova spettacolarità del luogo. Attraverso la collaborazione con comunità e centri sociali, che agiscono quotidianamente in questi contesti critici, è possibile elaborare risposte alternative a quelle (non) fornite dal circuito ufficiale di gestione del territorio. La metodologia del gruppo è di partire dall’analisi delle caratteristiche specifiche del luogo per poi concretizzare le risposte in un processo condiviso di riconfigurazione e riqualificazione attraverso l’autorecupero e la progettazione sostenibile, intesa sopratutto in termini materici ed economici. La speranza è quella di proporre valide condizioni di vivibilità e condivisione dell’ambiente urbano, ed al contempo sensibilizzare la collettività ad un uso consapevole e partecipato dei luoghi in cui vive e si relaziona. Laboratorio Urbano Reworkshow è composto da: Cora Fontana, Marco Didonato, Giulia Mangiafesta, Luigi Murgante, Giulia Poma Murialdo, Andrea Rondoni, Alberto Saccà, Gabriele Salvia

reworkshow.com

reworkshow
ReWorkShow

Laboratorio Urbano ReWorkShow

Urban ReWorkShow Laboratory is a group of architecture students who intend to study and to intervene in those urban areas often forgotten and denied to the citizens, the goal is to encourage the re-appropriation through laboratory design and construction, aiming for a reactivation of space expressed in terms of collective participation and communicated through a new spectacular scenery. Through collaboration with community and social centers, which act every day in these critical situations, it is possible to develop alternative responses to those (not) provided by the official circuit of Land Management. The methodology of the group is to start from the analysis of the specific characteristics of the place and then realize the answers in a shared process of reconfiguration and redevelopment through AutoRemounter and sustainable design, seen especially in textural and economic terms. The hope is to offer good conditions of living and sharing the urban environment and at the same time sensitizing the community to participate and a conscious use of the places where we live and relate. Urban Reworkshow Laboratory consists of: Cora Fontana, Mark DiDonato, Julia Mangiafesta, Murgante Louis, Julia Murialdo Poma, Andrea Swifts, Alberto Saccà, Gabriel Salvia