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BaBeL2 ospite del FSU, Napoli 3-7 settembre

Foro Sociale Urbano
Foro Sociale Urbano dal 3 al 7 settembre, Napoli

Il Foro Sociale Urbano invita BaBeL 2 a parlare di diritto all’abitare.
Il FSU è una piattaforma dove si confronteranno lotte comuni dei movimenti degli abitanti, le organizzazioni e le reti nazionali ed internazionali che si muovono per il diritto alla casa, alla terra, ai beni comuni e alla città.
L’evento si svolgerà a Napoli dal 3 al 7 settembre. BaBeL2 con SCIATTOproduzie parteciperà aprendo un tavolo di discussione con l’idea di andare oltre la semplice speculazione teorica per inoltrarsi verso percorsi concreti di ricerca e attivismo su rinnovate dinamiche di lotta e di “insurrezione” contro sistemi e logiche neo-liberiste.

Foro Sociale Urbano

BaBeL2 talk – QuestionsBaBeL2 talk – Questions

Questions

Questions

1_Quali processi teorici sottendono le strategie di occupazione di porzioni di territorio?
2_In che modo il diritto alla città viene espresso attraverso tali forme di appropriazione?
3_Le azioni di intrusione di occupazione che tipo di partecipazione alla vita metropolitana inducono?
4-Quanto queste possono essere ritenute espressioni di collettività piuttosto che luoghi di utopia?
5_In che modo queste forme di attivismo e di opposizione consistente possono non solo reclamare il diritto alla città ma renderlo una pratica contro culturale?
6_Le strategie di appropriazione esaudiscono le necessità di partecipazione all’ordinamento dello spazio metropolitano?
7_ Quali altre relazioni sinergiche si possono intraprendere tra la rivendicazione teorica del diritto alla vita urbana e la sua attuazione tramite pratiche di interazione territoriale?

BaBeL2 – Noi siamo la cittàBaBeL2 – We are the city

Jola Brzeska
Jola Brzeska illustrazione Mp5
Noi siamo la città

A Varsavia, il diritto alla città appartiene a chi paga di più. L’amministrazione urbana non rappresenta i cittadini, ma gli interessi degli speculatori, il suono del denaro è più forte della voce delle lotte dei cittadini. Così la gente di Varsavia, il suo nucleo vitale, combatte per i propri diritti fondamentali: quello di vivere in dignità, di partecipare alla creazione della città, prendere decisioni sulla sua sorte. In questo quadro si svolge la tragedia di Jolanta Brzeska, attivista per i diritti degli inquilini, con la sua uccisione è stata posta una brusca fine alla sua lotta contro l’aumento degli affitti: il 1 marzo 2011 il suo corpo carbonizzato è stato scoperto nella foresta alla periferia di Varsavia. L’edificio in cui viveva Jola Brzeska è stato re-privatizzato, come è accaduto in migliaia di altri casi.

Negli ultimi 20 anni l’acquisto di titoli di edifici popolari della città, di parchi e piazze si è rivelato un affare estremamente redditizio proprio per l’intervento delle più alte cariche dell’amministrazione cittadina. Fino ad oggi in Polonia non esiste ancora alcuna norma giuridica che gestisca il processo di re-privatizzazione e che garantisca una qualche forma di protezione per i residenti le cui case siano reprivatizzate.

Jola Brzeska sapeva per esperienza diretta che gli amministratori di Varsavia stavano gestendo la città come una società per azioni, ignorando totalmente i diritti degli abitanti. Il suo edificio era stato dato via dalla città al duo aristocratico Mossakowski/Massalski, (antiquario il primo, avvocato il secondo, entrambi tristemente noti per tormentare i loro inquilini “acquisiti” in tutta Varsavia). Jola era così rapidamente precipitata nel meccanismo dell’improvviso aumento dell’affitto con la conseguente impennata del suo debito verso i nuovi proprietari. Jola, che aveva combattuto battaglie legali contro Mossakowski anche se la sua situazione era senza speranza, era rimasta l’ultimo inquilino nel suo palazzo, l’unica che non fosse stato in grado di sfrattare.

Jola ha combattuto anche per un cambiamento sistemico in Polonia: l’unico paese post-comunista, in cui gli inquilini sono stati letteralmente gettati in una vasca di squali. In nessun’altra nazione le pretese dei proprietari immobiliari sono state liquidate a spese degli inquilini. Qui invece, piuttosto che pagare le compensazioni ai proprietari espropriati o ai loro discendenti (in altri paesi è compensato solo il 10-20 per cento), la ‘povera’ Varsavia prosciuga il suo bilancio pagando il cento per cento del valore di mercato della proprietà, o come accade più spesso, disfacendosi di proprietà immobiliari di alto valore dandole via con le persone che ci vivono, come se fossero semplici pezzi di carne, con il metodo “fai di loro ciò che vuoi”. Jola si è resa conto di come, per cambiare questa situazione, fosse necessaria l’unità e avviò l’Associazione Inquilini di Varsavia (Warszawskie Stowarzyszenie Lokatorów).

La situazione di Jola era simile a queste. Mossakowski e Massalski irruppero nel suo appartamento tagliando i cardini della porta con una sega circolare. Venivano a molestarla a tarda notte, e l’avrebbero poi minacciata più volte anche in presenza di agenti di polizia. Storie come queste sono innumerevoli, ma la reazione delle autorità è sempre la stessa: “È proprietà privata, la cosa non ci riguarda.”

Ufficialmente, caso Jola resta ‘irrisolto’, anche se la verità sulla sua morte non è un mistero: l’omicidio di Jola era un lavoro a contratto evidentemente pagato da chi aveva il maggiore interesse nella sua rimozione. Mossakowski non è sotto inchiesta da parte dell’accusa e si prende sempre cura di fare in modo che né il suo nome né il suo volto siano associati all’omicidio di Jola.

L’urlo drammatico “Non potete bruciarci tutti!”, lanciato nel marzo 2011 dagli amici di Jola Brzeska, è oggi trasformato in pratica collettiva. Ridurre la città ad una ‘società a responsabilità limitata’, e i suoi abitanti a ‘capitale umano’ spiana la strada al darwinismo sociale, non alla democrazia.
Per reclamare la città, dobbiamo reclamarne il significato.
Il capitale umano dice basta!
Noi siamo la città
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download di magazine + poster qui

BaBeL2 – WorkshopBaBeL2 – Workshop

Metropoliz
Metropoliz
Workshop di progettazione con SCIATTO produzie

Tre giorni di workshop di progettazione con SCIATTO produzie. Il workshop prevede la progettazione concettuale per un intervento nei luoghi esterni di socialità e di incontro del centro occupato Metropoliz su via Prenestina. In particolare il workshop si concentrerà su l’area dei depuratori ora in disuso per suggerire e incrementare pratiche di autocostruzione e “riappropriazione” dei luoghi in esame.
Una progettazione di intenti: la produzione ludica di una mappatura tematica che disseminerà TAG concettuali verso l’attivazione di una trasformazione processuale degli spazi aperti del centro sociale.
Il workshop è rivolto agli studenti di architettura.



PROGRAMMA
Il workshop si svolgerà a Metropoliz 15-17 maggio h11-16


per partecipare scrivere a:
babel.forteprenestino@gmail.com
sciattoproduzie

BaBeL2 talk – Sciatto ProduzieBaBeL2 talk – Sciatto Produzie

Francesca Iovino

Francesca Iovino bio

Francesca Iovino è una ricercatrice indipendente con un dottorato in progettazione architettonica e pianificazione territoriale. Dopo una prima esperienza di ricerca finanziata dal ministero degli esteri presso T.U. di Delft (Olanda) sull’evoluzione delle politiche di intervento e delle strategie progettuali riguardanti la pianificazione residenziale di nuove aree metropolitane , successivamente è visiting professor alla Prima Facoltà di Architettura di Roma – con un’approfondita esperienza come relatore di laboratori di tesi per progettazione residenziale sperimentale. Team leader presso SCIATTO produzie con  interesse nel progetto di sviluppo per sistemi residenziali. Diversificate specifiche sulle dinamiche dell’abitare attraverso differenti percorsi di ricerca di progetto. Numerose le pubblicazioni su riviste specifiche e politiche, attualmente sviluppa con una nuova formazione dello studio Sciatto Produzie ricerche progettuali e teoriche inerenti all’abitare critico.
ecn.org/sciattoproduzie
meramadera.noblogs.org

BaBeL2 – Diritto alla CittàBaBeL2 – Right to the CityBaBeL2 – Droit à la ville

illustrazione di Veronica Felner
illustrazione di Veronica Felner
BaBeL2 – Diritto alla Città

Spostamenti fisici e concreti di popolazioni, usi diretti della città attraverso ripetute espulsioni, o usi indiretti, tramite movimenti del mercato: qui, all’interno di queste “scenografie” noi abitiamo. Siamo gli attori mai protagonisti. In questa realtà contemporanea il concetto di “diritto alla città”, come descritto da Henri Lefebvre, si trasforma in azione operativa e funzionale per la rivendicazione del concreto e organico “diritto alla vita urbana” attraverso due valori essenziali. Partecipazione come fondamentale necessità all’esercizio di una concreta influenza sulle politiche di disegno urbano.
E appropriazione quale conseguente incursione nelle dinamiche lucrative di uso e consumo del territorio.

 

Reclamando ed esercitando il diretto “fare uso” del territorio urbano all’interno del Forte Prenestino a Roma si propongono e si attivano laboratori di riflessione o di progettazione. BaBeL2 – biennale indipendente dell’abitare critico è un festival di produzioni, un luogo in cui produrre idee e spazi.
Attraversando pratiche e condizioni diverse dell’abitare, BaBeL2 riconosce e scopre un vivere quotidiano “critico” che metta in evidenza scenari eterogenei e poliformi, relativi all’abitare critico inteso come “abitare la crisi” e come “abitare consapevole”. Attivando spazi dove poter far coincidere e far interagire percorsi e ricerche, esperienze e teorie. Perché BaBeL2 è una trama complessa e vuole essere attivamente una babele sotto forma di organismo capace di produrre differenti altri organismi, capace di costruirsi come una macchina che si espande secondo diramazioni multiple e composite. Un evento sperimentale in cui interagiscano le teorie sull’architettura e sullo spazio urbano con l’architettura come pratica dell’agire, come azione e attività connessa alla disciplina teorica.

 

Il festival BaBeL2 è dedicato alla memoria e alla battaglia di Jolanta Brzeska attivista che ha fondato l’Associazione per i Diritti degli Inquilini di Varsavia, la cui lotta contro l’aumento degli affitti è stata fermata con la sua uccisione: il 1 marzo 2011 il suo corpo carbonizzato è stato trovato nella foresta alla periferia della città. Rivendichiamo giustizia per la morte di Jola. Perché i cittadini sono la città. Perché ridurre la città a semplice merce e i suoi abitanti a mero capitale umano rende necessario un’opposizione che reclami la stessa città nel suo significato e nei suoi contenuti. Perché il diritto all’abitare, il diritto alla città e alla partecipazione al suo assetto e ai suoi mutamenti è criterio di riferimento nella costruzione di scenari diversi in cui essere protagonisti.

illustrazione Veronica Felner