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BaBeL2 music – EVOL/VEBaBeL2 music – EVOL/VE

EVOL/VE
EVOL/VE ::: FM Einheit - Massimo Pupillo

EVOL/VE ::: FM Einheit Massimo Pupillo Live 12.11.2011

2010 – l’anno del contatto. FM Einheit ha rivoluzionato fin dalle fondamenta il concetto stesso di musica industriale, prima con gli Einstürzende Neubauten poi da solista, sempre seguendo strade laterali, percorsi non convenzionali; Massimo Pupillo ha plasmato un suono personalissimo, abrasivo, unico, dalle quattro corde del basso che continua instancabilmente a maltrattare. Insieme generano EVOL/VE, progetto di improvvisazione a 360 gradi che ripensa il ruolo dell’industrial music nel terzo millennio; radicalmente improvvisativo e ricavato in larga parte da sessioni live, il disco in uscita il 9 Novembre su Offset records, documenta l’unione di due individualità in stato di grazia. Ma è dal vivo che questa esperienza può essere veramente apprezzata. Quando ogni barriera spaziotemporale è stata abbattuta dalle nuove tecnologie, quando buona parte delle profezie dei più oscuri e pessimisti scrittori cyberpunk non solo si sono avverate ma sono pure state oltrepassate di diverse lunghezze, quando si è assistito allo scorporamento definitivo della musica in tanti file impersonali da accumulare in un hard disk che può andare in crash da un momento all’altro, è ora di imbracciare nuovamente i ferri del mestiere, di ricominciare a fare rumore con nuovi mezzi e nuove motivazioni.
Gli edifici moderni tornano a crollare.
FM EINHEIT: metal spring; clay bricks; drills; metal sheet; laptop
MASSIMO PUPILLO: electric bass; effects
off-set production

EVOL/VE
EVOL/VE ::: FM Einheit - Massimo Pupillo

EVOL/VE ::: FM Einheit Massimo Pupillo Live 12.11.2011

2010 – The year they make contact. FM Einheit contributed to invent the very same notion of industrial music, starting from his crucial role in Einstürzende Neubauten up till now, always moving towards directions unknown, following unpredictable paths; Massimo Pupillo has moulded a basic, brutally impressive and basically one-of-a-kind sounding out of the four strings of his indestructible electric bass. Together them two have generated EVOL/VE, one radical improvisational project that brings industrial music itself to the next level. Obtained mostly out of raw live sessions, later remixed and reprocessed, the eponymous album, out in november for Offset Records, is in fact a measure of capacity of these two individuals captured in a state of grace. By the way, you have to see them perform live to get the whole experience. In times when almost every possible continuum has been torn down by new technologies and many of the prophecies once told by unhopeful cyberpunk novelists have come true, after having witnessed the substantial moldering of music itself into billions of cold files to be stored into hard-disks that could crash anytime, the moment has come to raise the tools of the trade again, to start making new noise, with new means and new motivations.
New buildings keep on collapsing.
FM EINHEIT: metal spring; clay bricks; drills; metal sheet; laptop
MASSIMO PUPILLO: electric bass; effects
off-set production

BaBeL2 moviesBaBeL2 movies

Cidade dos Homines
Umshini Wam
Play Time

MOVIES ::: proiezioni 12.11.2011

a partire dalle 18:00

City of Men (Cidade dos Homens) / Kátia LUND, Fernando MEIRELLES, 102′
City of God racconta la storia sulle origini dello spaccio nelle comunità collinari di Rio de Janeiro. Gli spacciatori qui sono il tema del film, sullo sfondo si vede la comunità che apprende ad affrontare questo nuovo ordine. City of Men potrebbe essere pensato come l’altro lato della storia. E la storia dei diversi aspetti del vivere in una di queste comunità, in questo caso il problema è la paternità o la rottura della cellula familiare, e il traffico di droga resta sullo sfondo.


Umshini Wam (Bring me my machine gun) / Harmony KORINE, 16′
Grandi sogni, grandi canne, grandi cerchioni e grossi calibri. È tempo di diventare gangsta, gangsta. Ninja e Yo-Landi sono veri amanti sulla sedia a rotelle e veri gangsta. Vivono nella periferia della civiltà, sparano a vuoto per divertimento, fumano canne massicce e dormono nel bosco. Non hanno alcuna gioielleria sbrilluccicante da mostrare per loro credibilità gangsta ma il mondo merita di sapere chi sono. Sono barboni, e le loro ruote stanno iniziando a mollare. Ninja è stanco della loro esistenza vagabonda ma Yo-Landi non gli permette di rinunciare. Ciò che ne deriva è un guaio per il più grande gangsta, il realista del reale, la vera merda gangsta.http://www.youtube.com/watch?v=eMVNjMF1Suo


Play Time / Jacques TATI, 119′
L’ossessione della società capitalista per i beni materiali, le superficiali relazioni sociali, e la natura fredda e poco pratica della tecnologia e del design: Playtime è un commento ironico e lucido sull’architettura della globalizzazione e dell’International Style. “Play Time è un film giustamente celebrato per i suoi set stupefacenti. Ogni scena è girata in un modello di una Parigi iper-moderna appositamente costruito, tutte superfici piane, pavimenti scintillanti e mobili scomodi. Gran parte è realizzato tramite una prospettiva forzata (gli edifici vicini sembrano più distanti e quindi più grandi) e con facciate fotografate posizionate di fronte ad altre strutture (e quindi che non offrono riflessi nei loro pannelli specchianti). Il cast delle comparse è riempito di sagome bidimensionali di foto di persone. Tutto questo artificio contribuisce alla sensazione di una città progettata per il potere estetico e inadatto per i suoi abitanti umani. Le persone sono ridotte agli atomi di una vasta rete di cubicoli, appartamenti in scatola, pareti di vetro, ascensori, marciapiedi e passerelle replicanti”. Dan North http://drnorth.wordpress.com/2008/11/12/jacques-tatis-playtime-modern-life-is-noisy/

Cidade dos Homines
Umshini Wam
Play Time

MOVIES ::: screenings 12.11.2011

starting at h.19:00

City of Men (Cidade dos Homens) / Kátia LUND, Fernando MEIRELLES
City of God tells the story about the origins of organized drug dealing in the hillside communities in Rio de Janeiro. The drug dealers here are the theme of the movie, in the background we see the communities learning to deal with this new “order”. City of Men could be thought of as being the other side of his story. It is the story about the different aspects of living in one of these communities, in this case the issue being paternity or the breaking up of the family cell, and drug dealing lies in the background.


Umshini Wam (Bring me my machine gun) / Harmony KORINE
Big dreams, big blunts, big rims, and big guns. It’s time to get gangsta gangsta. Ninja and Yo Landi are wheelchair-bound lovers and real gangstas. They live in the outskirts of civilization, they shoot guns for fun, smoke massive joints and sleep in the woods. They don’t have any bling to show for their gangsta cred but the world deserves to know who they are. They’re tramps, and their wheels are starting to fall off.
Ninja become despondent over their vagabond existence but Yo Landi won’t let him give up. What ensues is straight up gangsta mayhem, the realist of the real, true gangsta shit.http://www.youtube.com/watch?v=eMVNjMF1Suo


Play time / Jacques TATI
The capitalist society’s obsession with material goods, superficial societial relations, and the cold, impractical nature of technology and design: Playtime is a humorous and lucid comment on global International Style architecture.
“Play Time is a film justly celebrated for its amazing sets. Every scene is shot in a specially constructed mock-up of a hyper-modern Paris, all flat surfaces, gleaming floors and comfortless furniture. Much of this is realised using forced perspective (to make nearby buildings seem further away and thus larger) and photographed façades standing in for the fronts of some structures (and thus offering no reflections in their mirrored panels. The cast of extras is filled out with 2D cut-outs of large photographs of people. All of this artifice contributes to the sense of a city designed for aesthetic power and ill-suited for its human inhabitants. People are reduced to little atoms in a vast network of cubicles, box-shaped apartments, glass walls, elevators, pavements and identikit walkways.” Dan North http://drnorth.wordpress.com/2008/11/12/jacques-tatis-playtime-modern-life-is-noisy/

BaBeL 2 music – Stirpe 999BaBeL 2 music – Stirpe 999

reeks
Fire at Work + Reeks vs Byruzz

Stirpe 999: fire at work + reeks vs byruzz 12.11.2011

Live set audio video di sonorizzazione e manipolazione dal vivo di materiale cinematografico e di animazione dai ’70 ai ’90. Reeks con le sue manipolazioni elettroniche rielabora e segue l’audio originale del materiale video arricchendolo con sintetizzatori e drum machine; Byruzz manipola il video originale seguendo la nuova colonna sonora e adattandolo al nuovo ritmo.
STIRPE999 è una label indipendente nata nel 2003 a Roma, nel percorso intrapreso da FIRE AT WORK, un combo di musica elettronica sperimentale che alla fine degli anni ’90 riesce velocemente ad imporsi sulla scena underground internazionale: punto di riferimento per la produzione, diffusione e condivisione di musica elettronica indipendente. Sperimentazione sonora e ritmica alla ricerca di nuovi linguaggi musicali, fuori dalla logica dell’intrattenimento e capaci di innescare reazioni. Underground come scelta di campo, critica e consapevole.
STIIRPE999 è la naturale evoluzione di questa avventura. Dal 2003 è terreno di confronto per artisti di tutto il mondo, mossi dalla comune necessità/volontà di creare comunicazione e cultura dal basso, libera ed accessibile a tutti nella coscienza che solo violando i perimetri della cultura ufficiale si puo creare musica e non merce di consumo. stirpe999antilabel

reek
fire at work + reeks vs byruzz

Stirpe 999: fire at work + reeks vs byruzz 12.11.2011

Live set of audio and video sound, live manipulation of film material from ’70 to ’90. Reeks with his electronic manipulations reworks the original audio of video material by enriching it with synthesizers and drum machines; Byruzz manipulates the original video by following the new soundtrack, and adapting to the new rhythm.
STIRPE999 is an independent label founded in 2003 in Rome, as a direct result of the artistic career of the FIRE AT WORK, a combo of experimental electronic music that in the late ’90s quickly reveal itself on the international underground scene. A reference point for the production, dissemination and sharing of independent electronic music. Rhythm and sound experimentation in search of new musical languages out of the entertainment logic and able to trigger reactions. Underground as a choice of field, critical and aware.
STIIRPE999 is the natural evolution of this adventure. Since 2003 is an arena for artists from all over the world, driven by a common need / desire to create communication and underground culture, free and accessible to everyone in the awareness that only by violating the perimeters of the official culture you can create music instead of merchandise consumption. soundcloud.com/stirpe999antilabel

BaBeL2 music – SHABaBeL2 music – SHA

SHA System Hardware Abnormal
SHA System Hardware Abnormal

Nuovasarin ghost label: SHA 12.11.2011

In System Hardware Abnormal a farla da padrona è una forma schizofrenica e sociopatica di harsh noise. Ma non solo. I paragoni con Merzbow e col Lesser piu’ sgraziato rendono solo in parte l’idea: a chiusure autistiche corrispondono esaltazioni maniacali e aperture di totale abbandono al mondo degli acufeni. Piuttosto System Hardware Abnormal compete, in quanto a surreale atrocità, con i migliori musicisti di quella scena invisibile che in tutto il mondo sta portando all’estremo i connotati paradossali del suono digitale, con fare ironico e gusto della provocazione (un esempio per tutti, Passenger of Shit).
Accasato con Turgid Animal, Stront e Sonic Belligeranza, porta avanti numerosi progetti paralleli sotto identità fittizie. Potresti infatti essere anche tu. system hardware abnormal@myspace nuovasarin systemhardwareabnormal@bandcamp

SHA System Hardware Abnormal
SHA System Hardware Abnormal

Nuovasarin ghost label: SHA 12.11.2011

System hardware abnormal is a skizofrenic sociopatic hard noizer. The comparisons with Merzbow and with the rudest Lesser can only give a partial idea of his music: maniacal exaltations and openings of total abandonment to the world of “acufeni” correspond to autistic closin. System Hardware Abnormal competes, in terms of surreal atrocities, with the best musicians of the invisible scene that is leading all over the world to the extreme the digital sound features: paradoxical, ironical and with a taste for provocation (an example for all, Passenger of Shit).
Now that he’s settled down in different labels as Turgid Animal, Stront and Sonic Belligeranza, he’s simultaneously leading many other projects disguised under fake identities. Indeed, he could be even you. system hardware abnormal@myspace nuovasarin systemhardwareabnormal@bandcamp

BaBeL2 workshop – Map-itBaBeL2 workshop – Map-it

map-it workshop
MAP-it workshop

MAP-it / laboratorio di mapping partecipativo

Thomas Laureyssens del collettivo di MAP-it, artista, interaction-designer e ricercatore di sistemi ludici guiderà un gruppo di partecipanti a esplorare uno spazio in modo critico per costruire una mappa partecipativa.
Con l’aiuto di Thomas i partecipanti potranno esprimere e visualizzare le proprie riflessioni su una mappa attraverso un kit di icone sticker, superando tutte le difficoltà comunicative di un gruppo eterogeneo.
Questo metodo di analisi e resa grafica di un processo nello spazio e nel tempo è Map-it system, il risultato di un progetto collaborativo tra Social Spaces (Media, Arts & Design Faculty), Cultural Studies (University of Leuven), Z33 – house for contemporary art,  Expertise Center for Digital Media (UHasselt) e BAM. MAP-it

Per partecipare al workshop invia una e-mail a babel.forteprenestino (at) gmail.com

map-it workshop
MAP-it workshop
MAP-it / a participatory mapping workshop

Thomas Laureyssens of MAP-it, artist, interaction-designer and researcher on games and ludic installations invites the participants to explore a space in a critical way to plan a participatory map.
Managing an open and extendible set of icons the participants make their thoughts explicit in the form of a map. The visual character of mapping allows participants from different backgrounds to discuss on equal grounds.
This method to visualise a process in space and time, in a low-tech is MAP-it, the result of a collaborative project between research group Social Spaces (Media, Arts & Design Faculty),Cultural Studies (University of Leuven), Z33 – house for contemporary art, the Expertise Center for Digital Media (UHasselt) and BAM. MAP-it

To join in the workshop send an e- mail to babel.forteprenestino (at) gmail.com

 

BaBeL2 lecture – AnopticonBaBeL2 lecture – Anopticon

Anopticon map
Anopticon - Tramaci.org

Anopticon / lecture di contromapping della sorveglianza

Il Grande Fratello orwelliano osserva, modifica l’informazione a seconda delle sue esigenze per controllarci. È l’esperienza di vita nel Panopticon, la struttura formale del controllo. Ma il Panopticon è debole, perché se tutti i sorvegliati si girassero contemporaneamente verso la torre a guardarla il Grande Fratello avrebbe la certezza di essere osservato. Il Panopticon sarebbe trasformato in Anopticon. Il Progetto Anopticon che presentiamo a Babel è un insieme di programmi che tenta di osservare cosa sta facendo il Grande Fratello. Osserva diritto “dentro alla torre sorpassando gli scudi”. Lo scopo è osservare, documentare e rendere pubbliche le statistiche sul controllo del Grande Fratello, invertendo il concetto di Panopticon. Misurando la somma delle aree videosorvegliate dalle telecamere individuate e calcolando il rapporto tra spazio percorribile e spazio sorvegliato si configura un indice libertà di movimento/ampiezza del controllo.
La mappatura delle telecamere di sorveglianza di Venezia è parte del progetto Anopticon. A Venezia è in sperimentazione dal 2007 il sistema ARGOS (Automatic & Remote Grand Canal Observation System) che consente il controllo in tempo reale del flusso di traffico acqueo, ma che sta fornendo anche la trama di un controllo di posizione globale dei movimenti che osserva con tracciamenti ed elaborazione di dati (posizione gps, velocità e numero di serie), visibili in tempo reale all’indirizzo: http://argos.venezia.it/dati/elenco.xml .
Con questa mappa inizia un viaggio all’interno della videosorveglianza, si osserva una Venezia mai vista prima. Ma questo progetto può essere svolto in qualsiasi città del mondo perché la mappa è globale.
Grande Fratello, NOI ti stiamo guardando! tramaci.org/

Anopticon map
Anopticon - Tramaci.org

Anopticon / lecture – surveillance countermapping

The Orwellian Big Brother is watching, changing the information according to its requirements to control us. It is the experience of living in the Panopticon, the formal structure of the control. But the Panopticon is weak, because if all you watched were turning simultaneously towards the tower to watch it, the Big Brother would have the certainty of being watched. The Panopticon would become Anopticon. The  Anopticon Project  that we present at Babel is a collection of softwares trying to observe what ithe Big Brother is doing. Look right “inside the tower bypassing the shields.” The purpose is to observe, document and publish statistics on the control of Big Brother, by reversing the concept of the Panopticon. By measuring the sum of the areas identified by the cameras and video controlled, by calculating the ratio of distance covered and guarded space, you configure an index of freedom of movement / amplitude control.
The mapping of surveillance cameras in Venice is part of the project Anopticon. In Venice since 2007 is in testing the system ARGOS (Automatic Remote Grand Canal Observation & System) that allows real-time control of the flow of water traffic, but is also providing the plot of a global position monitoring of the movements that observes, tracing and processing data (GPS location, speed and serial number) visible in real time (http://argos.venezia.it/dati/elenco.xml).
This map starts a journey into the video surveillance, in a Venice never seen before. Is possible to carry on this project in any city all over the world: there is a global control map.
Big Brother, WE are looking at you! tramaci.org/

BaBeL2 lab – Aquachlor MK4BMBaBeL2 lab – Aquachlor MK4BM

como obtener el cloro
processo per ottenere ipoclorito di sodio

BaBeL2 research labs – Aquachlor MK4BM

Sia in situazioni di crisi che non, abitare criticamente nella società odierna ci impone di tenere in considerazione aspetti ritenuti poco importanti dal pensiero neoliberista, quali l’autonomia nel reperire le risorse necessarie alla sopravvivenza. Nell’ambito della cura della salute, l’autonomia per la disinfezione igienico sanitaria è troppo spesso schiacciata dai prodotti che ci impongono le multinazionali tramite le regole di mercato. Le soluzioni di Ipoclorito di Sodio sono un disinfettante usato da molto tempo, venduto nei supermercati della società consumistica in varie forme (candeggina, amuchina, varechina) ma tutte contenenti la stessa sostanza di base.
A partire da un’esperienza già realizzata in diverse comunità su vari scenari, come interventi post catastrofi naturali (Malesia – maremoto 26 Dicembre 2004), comunità rurali (Autonomia per la disinfezione igienico sanitaria in zone autonome Chiapas) e campi profughi (Saharawi) è stato possibile sperimentare l’utilizzo di disinfettante autoprodotto grazie ad un macchinario sperimentale chiamato Aquachlor MK4BM. Il tipo di tecnologia utilizzata dal macchinario è l’elettrolisi: a partire da una soluzione salina e attraverso la fornitura di elettricità si riesce a produrre, con bassi costi, sufficienti quantità di ipoclorito di sodio. Inoltre il prodotto è realizzato ad impatto ambientale zero, avendo eliminato la presenza di additivi chimici usati per evitarne il decadimento.
Il 12 Novembre sarà presente un’istallazione con un Aquachlor in funzione. Questa macchina era stata acquistata da Epicentro Solidale per un intervento post terremoto de L’Aquila di marzo 2009 e dopo essere transitata al Forte Prenestino continuerà il suo viaggio per giungere in Palestina….

como obtener el cloro
process to obtain sodium hypochlorite

BaBeL2 research labs – Aquachlor MK4BM

Whether in situations of crisis and non-critical, living critical in today’s society requires us to consider aspects deemed unimportant by the neo-liberal thinking, such as autonomy in raising the resources necessary for survival. As part of health care, autonomy for the disinfection and hygiene care is too often overwhelmed by the products that require corporations by market rules. Sodium hypochlorite solutions are used disinfectant for a long time, sold in supermarkets in various forms of consumer society (bleach and so on), but all contain the same basic substance.
From experience already realized in different communities on different scenarios, such as interventions after disasters (Malaysia – 26 December 2004 tsunami), rural (Autonomy for disinfection and hygiene care in Chiapas autonomous zones) and refugee camps (the Saharawi) is was possible to explore the use of disinfectant through a self-test machine called Aquachlor MK4BM. The type of technology used by machinery is the electrolysis: starting with a saline solution and through the provision of electricity you can produce with low cost, sufficient amount of sodium hypochlorite. In addition, the product is made with zero environmental impact, eliminating the presence of chemical additives used to prevent decay.
The November 12 will be an installation with a Aquachlor running. This machine was purchased from Epicentre Solidarity for an operation after the earthquake in L’Aquila in March 2009 and after being driven over to the Fort Prenestino continue his journey to reach Palestine ….

BaBeL2 edizione zero

Ashley Hunt A World Map: in Which We See...
mappa di Ashley Hunt

BABEL2.0 Controgeografie. 12.11.2011@forteprenestino

Nell’evento punto zero di Babel2 intendiamo evidenziare l’elaborazione di mappe concettuali, capaci di sintetizzare non semplicemente ambiti di territorio, ma di produrre una “traduzione sistemica” per ambiti di pensiero o di ricerca artistica culturale filosofica piuttosto che etnica etc.Un modo questo per definire quali siano le possibili declinazioni di Babel2, quali le traiettorie e i collegamenti, quali gli spazi sui quali e nei quali può essere possibile avventurarsi all’interno di un territorio così sfaccettato. E assieme produrre una esperienza condivisa di mapping, con il contributo di tutti gli artisti che vorranno partecipare.


– Mappa a derivazioni composite dell’universo Abitare Critico: Attraverso la costruzione di una mappa processuale che apra volta per volta panorami e reti successive, vengono tracciati i grandi insiemi che introdurranno ad una rete di molteplici organismi derivati passibili di continue gemmazioni. Abitare Critico è la “bolla” della residenza a carattere sociale; è la “bolla” delle traiettorie dell’autocostruzione; il reticolo dei percorsi delle esperienze di occupazione; l’incerto confine degli “emisferi” di uno slum, di una favela, una shantytown, una baraccopoli; è l’insieme delle correnti di design critico; è il sistema multiplo delle strategie per un abitare bio-compatibile; è altro e altro ancora. Dalla mappa principale il dipanarsi rizomatico di successivi link successive reti e intrecci, connessioni e interferenze tra sub-sistemi multipli

Ashley Hunt A World Map: in Which We See...
mappa di Ashley Hunt

BABEL2.0 Countergeographies

BaBeL2 on workBaBeL2 on work

conversation map di Warren Sack
mappa di Warren Sack

Il Festival e la Rete

La prima Biennale dell’Abitare Critico a Roma è un progetto laboratorio per sperimentazioni, riflessioni, ricerche, dibattiti che si concentrano e s’inoltrano nello spazio/mondo dell’abitare.


Differenti le proposte e i modi per interagire e per affrontare in maniera anche pragmatica un universo così complesso. Ci saranno lectures e seminari: interventi che racconteranno progetti, idee, ricerche. Ci saranno tavole rotonde: contributi plurimi che attiveranno canali diversi per discussioni e riflessioni aperte. E ci saranno anche workshops: laboratori per attività di progettazione teorica e per pratiche progettuali da tradurre nell’immediato in elementi costruiti, realizzati. Non mancheranno spazi per il mostrare, ma potremo definirli come “esposizioni dinamiche” o “esposizioni interattive”, lontane dalle logiche della semplice vetrina. E ognuna di queste sezioni sarà supportata da una banda larga di interattività: il festival sarà rete di connessioni internazionali attraverso contributi in streaming, relazioni, collaborazioni o partecipazioni che viaggiano in networking.


Ci si può aggirare in un territorio ‘narrativo’ che racconta storie diverse dell’abitare un luogo, una città o una casa. Una mappa di spazi o postazioni aperti a studenti e a tutti coloro che vogliono esporre e condividere la propria esperienza, le proprie sperimentazioni. Una piattaforma su cui agire e muoversi all’interno di questa babele organica che si offre come terreno d’innesco per la propagazione di successive indagini, progettazioni, produzioni.


Babel2, laboratorio sull’Abitare Critico è un appuntamento dove costruire narrazioni per il vivere fuori e dentro lo spazio costruito, per divulgare pensieri ed esperienze di un abitare diverso, e ancora per narrare storie di esclusione o di sopravvivenza, per raccontare la vita in luoghi di eccezione distintamente dimenticati o definitivamente separati.

conversation map di Warren Sack
mappa di Warren Sack

The Festival and the Net

The first Biennale of Critical Housing in Rome is a project-laboratory for experimentation, reflection, research and debates focused on the world, spaces and meanings of dwelling.


Such a complex universe will be explored, traversed and experienced through seminars, lectures and round tables aimed at bringing attention to projects, ideas and research about different and new ways of dwelling and inhabiting space. Participants will activate workshops and studios where to elaborate theories and practices of critical dwelling that will find an immediate application through the construction of models as well as elements pertinent to the discussion and themes discussed. “Dynamic” exhibitions will complement the theoretical and practical analysis. An international broad band of activities in streaming, the festival is also conceived also as a network of connections, collaborations and participations from different parts of the world.


Visitors and participants to the festivals will have the opportunity to roam a narrative territory that tells stories about dwelling in particular places, cities and homes and be familiar with a space open to students and to all who wants to bring and share their experiences and their experimentations. Babel2 is platform on which act upon that is both a plug and the catalyst for the propagation of successive research, projects and production.


Babel2, laboratory on Critical Housing, is an appointment where to build narratives about dwelling and living inside and outside the built space, to propagate thoughts and experiences of and for a different living, and more: to narrate stories of exclusion or survival, to tell stories of about places that are forgotten or separated.

BaBeL2 abitare criticoBaBeL2 critical housing

Veronica Felner Rock N Roll Nigger
illustrazione di Veronica Felner

BaBeL2 ~ abitare critico / prima biennale indipendente.

Attraversando pratiche e condizioni diverse di abitare, cerchiamo di riconoscere ma anche di scoprire un vivere quotidiano ‘critico’ che apra scenari eterogenei e poliformi: dalle risorse e dagli interventi di bio-compatibilità applicata direttamente allo spazio casa come al territorio in cui si abita, alle diverse esperienze di un abitare che si auto-organizza, alle proposte di attrezzature, alla condivisione di sperimentazioni e indagini. Babel2 vuole diventare tutto questo, attivando spazi per poter far coincidere e far interagire percorsi e ricerche, per convogliarli verso una specie di training aperto e pubblico sull’abitare. Vuole essere attivamente una babele sotto forma di organismo capace di produrre differenti altri organismi, capace di costruirsi come una macchina che si espande secondo diramazioni multiple e complesse.

 

All’interno del territorio del centro sociale Forte Prenestino a Roma, negli ambienti al chiuso come nelle zone all’aperto, si propongono e si attivano laboratori di riflessione o di progettazione. Costruire è la “prescrizione” principale. Costruire quel che s’immagina, o anche costruire quel che si è già immaginato, o semplicemente raccontare un’idea di costruzione per provocare interazioni dirette, per attivare saperi differenti, per dibattere e confrontarsi, per aprire l’universo abitare insomma e condividere esperienze in una babele di informazioni e di sperimentazioni. Un festival di produzioni dunque, un luogo in cui produrre idee e produrre spazi, aperto a connessioni multiple tra ragionamenti e aspirazioni in stretta relazione con il vivere quotidiano.

 

Lungo i diversi ambiti o sezioni di lavoro in cui è possibile avventurarsi, il meccanismo di “produzione” è visibile e condivisibile: in Babel2 si è protagonisti di un processo che semplicemente si mostra ma che si configura anche nel corso del festival, rendendo partecipe del suo evolversi il singolo fruitore/uditore. Una processualità che si fa oggetto di attenzione, percorso allo scoperto in grado di attivare ulteriori traiettorie di azione.

illustrazione Veronica Felner

Veronica Felner Rock N Roll Nigger
illustrazione di Veronica Felner

BaBeL2 ~ critical housing/ first independent biennale

Through the analysis of practices and of different modes of living we try to recognize and to discover a ‘critical’ everyday that opens heterogeneous of multiform scenario: from resources to biocompatibility directly applied to homes and the territory and from self-organization to physical structures and the sharing of experimentations and research. By activating the spaces inside the Centro Sociale Forte Prenestino, Babel2 wants to create an opportunity, open and public, where different paths and research about dwelling meet, cross and learn from each other. As a rhizomic and multiform organism, Babel2 wants to create other organisms according to multiple, complex and unpredictable pathways.

 

Using the closed and open spaces inside the perimeter of the Centro Sociale Forte Prenestino in Rome, we will activate special laboratories where participants will propose, reflect, discuss, imagine and build what comes out of the discussion or what it has been already imagined in other moments and places. By the direct interaction of different knowledge and experience, Babel2 provides a space where the universe “dwelling” is open and other uses ideas, and aspirations in close connection with the everyday are explored, understood, and legitimated.

 

The different sections of the Biennale will make the mechanism of production visible and interactive: at Babel2 you are the active protagonist of a self-evident process that manifests and realizes itself in the course of the festival. Such a process is the object and subject of attention, an open path able to activate new trajectories of action.

illustrazione Veronica Felner